La Stazione Spaziale Internazionale

La Stazione Spaziale Internazionale (ISS o International Space Station) è una laboratorio orbitante nato dalla collaborazione di 15 nazioni, un centro di ricerca di livello mondiale e soprattutto un esperimento umano internazionale.


Un po’ di storia.

Si tratta della nona stazione spaziale abitata; la prima è stata la russa Saljut(saluto), nel 1971.  In risposta alla Saljut, l’America lanciò lo Skylab, finora unica stazione spaziale americana. Si trattava di un razzo Saturn V modificato, subito danneggiato in fase di lancio in maniera tanto grave da rischiare di compromettere l’intera missione. Alla fine degli anni 80 la Russia lanciò la MIR(pace, mondo), la prima stazione spaziale ad essere costantemente abitata da equipaggi di lunga durata; si è trattato anche del primo esperimento di collaborazione internazionale dopo la fine della Guerra Fredda.

La ISS non rappresenta il progetto originario; sono state effettuate alcune variazioni a causa del disastro del Columbia e di successivi altri problemi con lo Shuttle, tanto che l’equipaggio fu ridotto e la stazione è sopravvissuta solo grazie ai rifornimenti della Sojuz. La struttura di base però è stata mantenuta: il posizionamento dei cargo centrali, paralleli alla Terra, e dei pannelli fotovoltaici laterali permettono di mantenere la struttura più o meno stabile in orbita, grazie alle forze di marea. Alcuni aggiustamenti vengono fatti per evitare il trascinamento verso la superficie terrestre e per evitare dei piccoli meteoriti, che possono danneggiare la struttura in maniera anche grave. La costruzione sarebbe conclusa, ma in realtà ogni tanto si pensa sempre di aggiungere qualcosa.

Il 40% dello spazio abitabile della ISS è stato costruito in Italia. In particolare abbiamo  realizzato la Cupola, che però era un progetto della NASA del 1987. Ne erano previse due, ma i numerosi tagli di budget hanno fatto rinviare il progetto fino al 1998, quando è stato affidato all’ESA; è la più grande finestra nello spazio mai realizzata, da cui è possibile controllare oltre al braccio robotico anche l’avvicinamento di veicoli e le EVAs.


La ricerca

Ma la Stazione Spaziale non è solo il banco di prova per lo sviluppo di nuove tecnologie, ma soprattutto un importante centro di ricerca scientifica ed un primo, vero avamposto dell’uomo nello spazio. Trovandosi in condizioni di orbita bassa, la ISS è il laboratorio ideale per esperimenti in condizioni di microgravità. I principali campi di studio sono Biologia e Biotecnologie, studio della Terra e Meteorologia, Fisica e Nuove Tecnologie, e in particolar modo la salute.

Trovandosi in condizioni di microgravità si possono studiare alcune disfunzioni del corpo umano come l’atrofia muscolare (data dallo sforzo minimo necessario per spostarsi in assenza quasi totale di gravità) e la perdita di tessuto osseo (osteoporosi, dovuta al non più corretto funzionamento degli osteoblasti); sono solo alcuni dei problemi a cui si va incontro quando si progetta una residenza di lunga durata in condizioni di gravità ridotta. È interessante anche analizzare la percezione del movimento: in orbita non esistono l’alto e il basso, nè esiste un pavimento, né un soffitto, ma solo un volume da utilizzare.

Altro importante settore è lo studio della Terra, visto che la Stazione Spaziale offre un punto di vista unico del nostro pianeta; dettagli caratteristici dei nostri ecosistemi come ghiacciai, e le barriere coralline, ma anche l’inquinamento, possono essere facilmente catturati e spiegati quasi in tempo reale. 


La vita di un astronauta

Avete mai visto tornare a terra gli astronauti? Guardando i video sul loro atterraggio, noterete che vengono portati via in barella. Questo capita perché non sono più in grado di muoversi e necessitano di settimane di riabilitazione, affinché i loro muscoli siano di nuovo capaci di muoversi sulla Terra. Un altro effetto significativo è la ridistribuzione dei fluidi. Guardate dei video di astronauti in orbita noterete che hanno il viso “gonfio”. Comunque questi effetti scompaiono rapidamente al ritorno a terra. 

Per evitare alcuni di questi effetti negativi, la stazione è dotata di due tapis roulant, a cui gli astronauti si agganciano con degli elastici,  alcuni attrezzi per il sollevamento di pesi e una cyclette, ogni astronauta passa almeno due ore al giorno a compiere esercizi. 

La ISS  è dotata di una palestra, ma non di una doccia. I membri dell’equipaggio possono lavarsi con un getto d’acqua, salviette umidificate e sapone erogato da un tubetto. Gli astronauti hanno a disposizione anche di uno shampoo e un dentifricio commestibile per risparmiare acqua. 

Ci sono due bagni sulla ISS, entrambi di progettazione russi. I rifiuti solidi sono raccolti in sacchi individuali e smaltiti. I rifiuti liquidi invece vengono raccolti e trasferiti al sistema di recupero dell’acqua, dove vengono riciclati sotto forma di acqua potabile. Si, gli astronauti bevono la pipì riciclata dei loro colleghi!  

Anche il cibo non è granché! La maggior parte del cibo mangiato da parte degli equipaggi della stazione è congelato, refrigerato o in scatola. Poiché il senso del gusto è ridotto in orbita, il piccante è tra i loro gusti preferiti.La stazione prevede alloggi per ogni membro dell’equipaggio permanente, con sei “stazioni di sonno“. Gli alloggi statunitensi sono realizzati in cabine insonorizzate pensate per una persona. All’interno un membro dell’equipaggio può dormire nel sacco a pelo, ascoltare musica, usare un computer portatile e conservare oggetti personali in un cassetto di grandi dimensioni o in reti fissate alle pareti.

[Maila Agostini]

Approfondimenti:
Un laboratorio orbitante (eng)
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